"La sterilità, una cosa che capita agli altri. Così pensano in tanti. Un modo di rimuovere, esorcizzare, proteggersi.
Ma cosa succede quando capita davvero a te? Succede di ritrovarsi all'improvviso proiettati in una realtà diversa, cambia la percezione della realtà, cambia il modo di vederee di essere visti. Capita di scoprire con disappunto, rabbia, disperazione, che la sterilità non è dai più considerata una malattia, ma una sorta di marchio di infamia. E che la sua cura, la fecondazione assistita, non è vista come un modo di suoerare l'ostacolo, ma un agghicciante esperimento alla Frankenstein, e un modo per legittimare capricci e ossessioni delle donne rispetto all'idea di maternità. Il malato non viene compatito e consolato, ma additato ed accusato.
Il messaggio dell'autrice è il diritto delle donne sterili di provare a curarsi. E ancorpiù il dirittto di raccontare il proprio percorso senza doversi macerare nel dubbio: "Farà bene alla causa della pma?". Solo perseguendo questo diritto alla cura e alla parola si tutelerà l'altro diritto, fulcro di ogni società che voglia chiamarsi civile: la libertà di decidere per sè stessi. Che non è diritto di realizzare ogni desiderio, ma diritto di provare a perseguirlo. Che è anche il diritto di rinunciare a perseguirlo. Un diritto, quest'ultimo, che ha il sapore acre della sconfitta, talvolta, ma che sconfitta non è: chi sceglie, chi difende questa libertà, di fare o di non fare, non è sconfitto, mai."
Editore Mammeonline (collana
Il filo invisibile)
Cristina Zuppa è l'autrice del libro;
Valentina Tirelli è l'autrice della foto di copertina.
Brave!
€ 8