Il mese di giugno si apre con una "
epocale rivoluzione" di uno tra i più noti siti fotografici italiani.
Nella loro esilarante Newsletter si legge uno stoico appello all'italica burocrazia, per colpa della quale avrebbero dovuto convertire il loro rapporto con gli utenti che all'uopo sono diventati
clienti. Clienti ai quali è stato chiesto di pagare
in anticipo una quota annuale (di
€ 9,90) all'oscuro di ogni contenuto del futuro rapporto, pena la cancellazione dell'account e la totale impossibilità di interagire con il forum.

Nell'anno del Signore 2006, poi, i gestori di Mega-Pixel.net si sono ricordati di ricorrere alla più obsoleta delle pratiche d'iscrizione ad una comunità virtuale: quella di disporre di un
documento cartaceo firmato dal cliente che, a questo punto, avrà pagato il corrispettivo di nuovo prima della effettiva conoscenza del contenuto contrattuale.
Questo "epocale cambiamento" ha
distrutto una delle migliori community italiane a fronte della ingenua partecipazione
di 80 utenti su 4750 (circa l'
1,68%) e di un guadagno di meno di
600 euro al netto di IVA, commissioni e tributi vari.
L'assoluta carenza di idee rivoluzionarie, tranne quella banale di indire concorsi fotografici tematici a premio, ha spinto il "lungimirante" gestore a creare un'apposita sezione: "
Proponi iniziative" che fa praticamente ricadere in capo al cliente l'onere di chiedere servizi che i gestori non sono stati capaci di offrire nè di pensare durante tutto il tempo durante il quale ha comunque avuto la faccia di pretendere la quota in anticipo!
Se le
recensioni continueranno "di consueto" grazie all'apporto di professionisti quali Stefano Ceretti, Diego Bandion, Damiano Andreotti e Stefano Caporilli, lo staff ha avuto anche il coraggio di dichiararsi soddisfatto della partecipazione(?) riscossa, invitando gli utenti a comunicare sempre le loro proposte e le loro richieste.
Io una proposta ce l'avrei...ed è quella di
richiedere indietro la quota per la totale e assoluta ignoranza del contenuto delle condizioni contrattuali proposte da chi avrebbe dovuto considerarvi alla stregua di una risorsa e invece vi ha relegati nella imbarazzante veste di clienti.