.::Il diario del Conte::.

Olivier Jules

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Il mio ginecologo
è nato il 17 marzo.

Da quindici a zero. Diario di bordo
nelle intemperie della fecondazione assistita

 


Un libro di Cristina Zuppa

Casa editrice Mammeonline

Foto di copertina:
Valentina Tirelli


€ 8 

  
 

 

 


*** * ***

 

 

 

L'Associazione Culturale
Il Gatto Grigio


in concomitanza con la presentazione
del libro di Ernesto Valerio


"Manifesta OFFicina
di INput"

 

presenta:

dal 28 marzo 2008

presso

M.R. LIBRO


via Garibaldi, 6
CASTIGLIONE
delle
STIVIERE
(MN)

Links













 

 

 



 

 



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lunedì, 27 febbraio 2006


4 marzo 2006
ore 23.04
THE MARIGOLD LIVE
@
COCOON


(LANCIANO)


Il chitarrista è il figlio segreto di Robert Smith!!!!

Anxanum, 23:50 | link | commenti (1)
a proposito di: musica, lanciano
sabato, 25 febbraio 2006

Nikola Borissov


Basterebbero solo le immagini a far parlare di lui.

Bulgaro, 25enne, ha da poco conseguito una laurea in Scienze Politiche a Milano. E' un ritrattista nato, Nikola Borissov, ispirato qual è alle grandi opere foto-pittoriche di Jan Saudek.

Per chi ha questo tipo talento la fotografia non è mai un interesse predominante: rileva invece la concezione umanistica della realtà, il voler indagare sui valori dell'esistenza, i valori dell'essere umano in rapporto con il suo mondo.
In quest'ottica di idee non si può mai imparare a fotografare: fotografare è un modo di vedere; è un modo di vivere

La semplicità delle espressioni dei suoi ritratti emanano una purezza limpida, cristallina: sono la testimonianza dell'ironia, della valenza o della miseria umana entro le armoniche forme ricreate nell'attimo prima di fissare quella porzione di realtà.

"Fotografare è trattenere il respiro..."
come un arciere, il fotografo deve dimenticare tutto, anche se stesso,
per concentrarsi sull'obiettivo.


Senza preoccuparsi dell'accuratezza,
lascia che questa sorga come risultato dell'imporsi intuitivo di una forma perfetta;
lo scatto, così come il tiro con l'arco, scioglie una tensione spirituale
e "cogliere un'immagine diventa una gioia fisica e intellettuale".

(H. Cartier Bresson)

Anxanum, 02:39 | link | commenti (6)
a proposito di: recensioni, fotografia
venerdì, 24 febbraio 2006




A.A.A Modella cercasi
per picture's days selvaggi
dal 10 marzo al 10 novembre 2006!

(Carlotta permettendo...)

Anxanum, 01:36 | link | commenti (5)
a proposito di: screenshot
mercoledì, 22 febbraio 2006


.::last days of winter::.

It used to be so easy
I never even tried
Yeah it used to be so easy
But the last day of summer
Never felt so cold
The last day of summer
Never felt so old

E' vero, una volta non dovevo neppure provarci, ed era tutto più facile.
 
Siamo tornati a dare due calci ad un pallone, appuntamento fisso ogni giorno - da ieri - alle 15. Ho perso anche oggi, ma è come fare un salto indietro nel tempo di una dozzina d'anni. Il profumo acre di sterpaglie bruciate in lontananza continua a mescolarsi a quello, morbido, di aria pulita.

Nulla è cambiato, i soliti scambi impazziti, il sole in faccia, una rete approssimata e palloni fuori di un metro che si danno per buoni solo per il gusto di continuare a giocare.
Gli ultimi giorni dell'inverno, non sono mai stati così caldi, altroché...

(Se resto fedele ai toni seppiati e alle atmosfere dark è solo perchè sto aspettando che arrivi Carlotta)

martedì, 21 febbraio 2006


Anxanum, 20:05 | link | commenti
a proposito di: vampiri
lunedì, 20 febbraio 2006


.::Anxanum::.

Nei ritorni al passato bisogna sempre cercare di mantenere le prospettive.
E si capisce perchè: ciascuno di noi, anche se si limita a guardare in sè stesso, si vede nella fissità di un ritratto, non nella successione dell'esistenza...

(SALVATORE SATTA, Il giorno del giudizio)

Anxanum, 21:06 | link | commenti
a proposito di: fotografia, lanciano
domenica, 19 febbraio 2006

Storia della fotografia.
III parte


Nel novembre del 1822 Louis Jacques Mandé Daguerre (1787-1851) apre al pubblico il Diorama, uno spettacolare teatro circolare nel cui interno i francesi potevano ammirare enormi tele raffiguranti paesaggi incantevoli semplicemente stando seduti su di una piattaforma girevole.

Il giovane impiegato dell'ufficio imposte era solito dipingere di mano propria le tele che allestiva nel Diorama, servendosi di una grossa camera oscura da allestire all'occasione nei paesaggi più suggestivi.

Si presentava per lui, come per Nièpce, l'astioso problema di cercare una soluzione al fissaggio delle immagini ottenute per azione del sole. I due si conobbero ed entrano ben presto in società nel 1829:

"Il signor Niepce, desiderando fissare con un nuovo mezzo, senza ricorrere a un disegnatore, le vedute che offre la natura, ha compiuto ricerche in proposito.
Numerosi esperimenti che provano questa scoperta ne sono il risultato. La scoperta consiste nella riproduzione spontanea delle immagini ricevute nella camera oscura.
Il signor Daguerre, al quale egli ha rivelato la sua scoperta, avendone valutato tutto l'interesse, tanto più che essa è suscettibile di un grande perfezionamento, offre al signor Niepce di unirsi a lui per giungere a questo perfezionamento e di associarsi per trarre tutti i vantaggi possibili da questo nuovo genere di industria "
.


Daguerre perfezionò il metodo eliografico di Nièpce: al bitume sostituì la resina ed invece di lavare le lastre impressionate ad opera della luce le lasciava sciogliere ai vapori di petrolio. In questo modo le porzioni dell'immagine rimaste in ombra diventavano trasparenti lasciando intatte quelle esposte alla luce  che conservavano così una discreta gradazione nelle tinte.

Gli audaci, si sa, vengono soccorsi anche dalla fortuna e, proprio mentre Nièpce si apprestava a passare a miglior vita, Daguerre ottenne per puro caso due scoperte importantissime:

1) scopre la sensibilità dello ioduro d'argento dimenticando un cucchiaio su una lastra argentata (ebbe così impressionata nitidamente l'immagine dell'oggetto senza neanche volerlo);
2) riponendo delle lastre poco esposte dentro un'armadio di miscele chimiche un bel giorno le ritrova con l' immagine ben fissata e già sviluppata! Ad esclusione dei tanti preparati che aveva lì dentro scoprirà l'azione dei vapori di mercurio.

Il 19 agosto 1839 (a 141 anni esatti dalla mia nascita) viene reso pubblico il metodo dagherrotipo: si trattò di una fortuna senza precedenti che quasi mise in ombra i tanti che contribuirono alla nascita della fotografia dei quali Daguerre condensò tutti gli onori.

Il lustrascarpe
(in basso a sinistra, c'è il primo essere umano visibile in una fotografia)


Anxanum, 17:48 | link | commenti (6)
a proposito di: storia della fotografia
venerdì, 17 febbraio 2006


.::San Biagio::.

(Venerdì 17....grat grat grat grat)

Secondo myhermitage somiglio a questo qui per il 57% e a quest altro per il 58%

beh, poco male.
se solo non somigliassi al 61% anche a questa qui!!!

Anxanum, 00:35 | link | commenti (3)
a proposito di: fotografia, landscape, lanciano
giovedì, 16 febbraio 2006


.::saint blaise::.


rivedendola ho avuto come la sensazione di volerla scattare ancora mille volte...

(campanile chiesa di San Biagio, Lanciano, sec. XIV)

Anxanum, 00:10 | link | commenti
a proposito di: fotografia, landscape, lanciano
mercoledì, 15 febbraio 2006


.::Incubi::.

buon san valentino passato!
(a chi ha avuto il barbaro coraggio di festeggiarlo...)

Anxanum, 00:24 | link | commenti (4)
a proposito di:
domenica, 12 febbraio 2006

Black Label Steve

Ci sono degli scatti che, osservati per la prima volta a qualche settimana dall'acquisto della tua prima nuova scatoletta digitale, ti rimangono impressi nella mente come le impronte sul cemento fresco.

Mi ero da poco iscritto in una community tutta italiana con il miserrimo nick  di "foxgigio", retaggio di idiozie adolescenziali, e uploadavo fotografie no-sense di papere e tramonti.

Non avevo la benchè minima ispirazione: fotografavo soltanto e ripetutatmente il tutto e il niente.

Sapevo di nutrire una passione recondita per i paesaggi, eppure non riuscivo ancora a trovare nulla di appetibile ai miei occhi. Tendevo sovente giudicare gli scatti di molti fotografi come poveri di trasporti emotivi, li trovavo chiassosi, stonati, sbilanciati nelle densità di interessi o significati.
La mia sete di paesaggi rimaneva insoddisfatta, mentre trovavo rifugio apprezzando le visualizzazioni introspettive di ritrattisti del calibro di Aldo Ascolese.

Poi un giorno di ottobre la mia attenzione venne catturata dal riflesso di una pozzanghera: una composizione tanto semplice quanto intensa.
Ne fui toccato: quelle pietruzze colorate che incorniciavano quei fregi corinzi appena rivestiti dalla luce mi accesero la proverbiale lampadina.

Incuriosito, continuavo a seguire gli scatti di questo autore romagnolo con la devota attenzione di chi, senza neppure accorgersene, era arrivato ad ammirarne i pregevoli ritratti: paesaggi che urlavano assordanti silenzi, sinergici chiaro-scuri dalle ombre avvolgenti e contrasti ai limiti della saturazione emotiva.

Io non ci pensavo, eppure mi ero già fatto una precisa idea di ciò che volevo dalla fotografia: rappresentare gli elementi nell'attimo in cui affiorano dalle proprie ombre, come nel tanto atteso risveglio dall'oscurità.

Non esisterebbe nulla senza il suo contrario, diceva qualcuno: così come la vita con la morte, la luce sublima solo a contatto con le tenebre.

Anxanum, 16:20 | link | commenti
a proposito di: recensioni