Storia della fotografia.
III parteNel novembre del 1822
Louis Jacques Mandé Daguerre (1787-1851) apre al pubblico il
Diorama, uno spettacolare teatro circolare nel cui interno i francesi potevano ammirare enormi tele raffiguranti paesaggi incantevoli semplicemente stando seduti su di una piattaforma girevole.
Il giovane impiegato dell'ufficio imposte era solito dipingere di mano propria le tele che allestiva nel Diorama, servendosi di una grossa camera oscura da allestire all'occasione nei paesaggi più suggestivi.
Si presentava per lui, come per Nièpce, l'astioso problema di cercare una soluzione al fissaggio delle immagini ottenute per azione del sole. I due si conobbero ed entrano ben presto in società nel 1829:
"Il signor Niepce, desiderando fissare con un nuovo mezzo, senza ricorrere a un disegnatore, le vedute che offre la natura, ha compiuto ricerche in proposito.
Numerosi esperimenti che provano questa scoperta ne sono il risultato. La scoperta consiste nella riproduzione spontanea delle immagini ricevute nella camera oscura.
Il signor Daguerre, al quale egli ha rivelato la sua scoperta, avendone valutato tutto l'interesse, tanto più che essa è suscettibile di un grande perfezionamento, offre al signor Niepce di unirsi a lui per giungere a questo perfezionamento e di associarsi per trarre tutti i vantaggi possibili da questo nuovo genere di industria ".
Daguerre perfezionò il metodo eliografico di Nièpce: al bitume sostituì la
resina ed invece di lavare le lastre impressionate ad opera della luce le lasciava sciogliere ai
vapori di petrolio. In questo modo le porzioni dell'immagine rimaste in ombra diventavano trasparenti lasciando intatte quelle esposte alla luce che conservavano così una discreta gradazione nelle tinte.
Gli audaci, si sa, vengono soccorsi anche dalla fortuna e, proprio mentre Nièpce si apprestava a passare a miglior vita, Daguerre ottenne per puro caso due scoperte importantissime:
1) scopre la sensibilità dello
ioduro d'argento dimenticando un cucchiaio su una lastra argentata (ebbe così impressionata nitidamente l'immagine dell'oggetto senza neanche volerlo);
2) riponendo delle lastre poco esposte dentro un'armadio di miscele chimiche un bel giorno le ritrova con l' immagine ben fissata e già sviluppata! Ad esclusione dei tanti preparati che aveva lì dentro scoprirà l'azione dei
vapori di mercurio.
Il
19 agosto 1839 (a 141 anni esatti dalla mia nascita

) viene reso pubblico il metodo
dagherrotipo: si trattò di una fortuna senza precedenti che quasi mise in ombra i tanti che contribuirono alla nascita della fotografia dei quali Daguerre condensò tutti gli onori.
Il lustrascarpe
(in basso a sinistra, c'è il primo essere umano visibile in una fotografia)