non pensavo di ritrovarla sola in quel fazzoletto di marzo
(Valentina)
I see no further now than this dream
The trembling hands of the trembling man
Hold my mouth
To hold in a scream
Cupo è il ciel di questo temporale e grigie son le nubi del gelido maestrale,
ma l'umida nebbia che tutto soffonde di tedio ha il sapor e dolor sol infonde...
È già mattina…il cielo resterà grigio forse per tutto il giorno…
era da poco trascorsa l'una, nella notte del 17 febbraio.
mi svegliai di soprassalto, dopo neppure un'ora di sonno. la luce al neon sembrava trafiggermi gli occhi per quanto era forte e nella ubriacatura da sonno abortito l'unica cosa a cui pensavo era la musica.
un ritornello nella mente da coccolare tra le corde del mio basso prima di tornare a letto. è stato allora che tolsi tutti gli oggetti di troppo dalla mia scrivania per adagiare quella chitarra come una donna da baciare sui polsi...
un solo faretto d'emergenza, la lampada da architetto adattata agli studi di legge, e via...uno scatto. poi un altro e ancora un altro. fino al taglio che mi permise di estrapolare, in un solo secondo, la prospettiva migliore delle tensioni melodiche che quello strumento sapeva infondermi.
37 minuti...tanto amai con lo sguardo quello strumento senza sfiorarlo neppure con un dito
l'impatto è stato insolitamente seducente, la sinuosità di questo gioello, tra le crude pareti degli edifici circostanti, non mi ha lasciato alternative...
o la fotografavo o ne tacevo per sempre l'emozione.
semplicemente trovo che sia di una bellezza incomparabile.
il confronto con la sorella Maggiore di Santa Maria nel quartiere Civitanova (quella di Gatto Gotico) rivela in questa immagine una intimità nascosta: la purezza di un rosone spoglio, la mitezza della piccola statua al centro del portale racchiusa ed avvolta nelle simmetrie geometriche di quasi mille anni fa...
è così che dimentico gli edifici circostanti...la luce che riceve espande quella splendida facciata oltre ogni materiale costrizione...la rende bella, lucente, viva.